Sometimes it happens…

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Mi rendo conto che la vita di per sè non è facile.
Mettici delle complicazioni tipo una separazione (ma anche una famiglia “intera”) e tutto va ricalcolato non più solo per se stessi ma per il bene delle altre parti.
Mettici poi che ti capitano cose che non ti aspettavi… È un gran delirio.
Perchè sinceramente, con la separazione da poco compiuta io mi ero messa il cuore in pace.
“Evvabbè, sola sola non ci moriró perchè ho un figlio, mal che vada muoio zitella”, pensavo. Guardandomi in giro avevo la certezza che mai nulla avrebbe potuto attrarre il mio interesse, così mi ero messa l’anima in pace nella mia nuova condizione di mamma single e nulla avrebbe mai potuto smuovermici, ma perchè io lo avevo deciso.
Io avevo solennemente decretato che mai sarei uscita dal mio orticello, che mio figlio, i miei amici, il mio spazio mi sarebbe bastato ed anzi, ci avrei ballato dentro! Quanto ero fiera di questa mia decisione, quanto mi sentivo orgogliosa di questa piccola pace immobile che avevo attorno!
Poi un giorno mia madre propone di mangiare una pizza vicino casa e BAM in un decimo di secondo tutta la mia pace ritrovata viene spazzata via per fare spazio alla teenager interiore che si era assopita da anni.
E tutto gira.
E tutto diventa rosa.
E sorride. Sorride in una modo da far girare la testa.
E tutto si complica.
Ma si complica in un modo che mai avrei considerato.
Perchè sono adulta e so gestire egregiamente una cotta, qualunque verso essa possa prendere.
Il problema è che non so gestire me che gestisco una cotta ORA.
Perchè non stiamo più parlando di sguardi sorrisi e via discorrendo… stiamo parlando del folle senso di colpa che mi assale a pensarmi felice. Con una persona, qualunque essa sia, ma anche in generale, in qualcosa di solo mio come può essere una relazione.
L’idea di una vita da mamma single, col mio bambino, la mia casetta, le mie routine mi dava la sicurezza di fare ció che meglio fosse per L’altro, senza ombra di dubbio… ma per me?
Finchè ero convinta di non poter più provare alcuna emozione andava pure bene ma ora? È davvero giusto che io sacrifichi delle sensazioni, qualunque esse siano, per rimanere statica nell’idea di vita ordinaria che mi ero prefissata?
E così finisco ad alternare momenti di sogni ad occhi aperti e sorrisi inebetiti ad altri in cui il senso di colpa non mi fa quasi respirare.
E per la prima volta non ho una risposta.
Non so cosa scegliere di fare perchè non so se finiró per farmi male o meno.
Non so cosa scegliere di fare perchè a volte, quando di mezzo ci sono le emozioni personali, non si puó scegliere.
Ed allora chiudo gli occhi e muovo un passo, poi un altro ed un altro ancora, sperando di non cadere mai dalla trave sottile che mi accingo ad attraversare in punta di piedi.
E che Dio me la mandi buona.

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